“Sabato a Cividale del Friuli, in visita alla mostra di Manuela Iuretig, Risveglio.
Una voce, lirica, sussurrante, affabulatrice, si leva dai boschi delle Valli del Natisone.
È quella di una grande donna e artista di questi luoghi di confine: Manuela Iuretig.
Anticipo subito che sono diventato un sincero ammiratore di Manuela, che mi ha aperto le porte del suo mondo artistico con estrema, commovente disponibilità e interesse.
Manuela mi sembra fatta della stessa materia delle acque dei torrenti delle piccole valli nascoste; di quella stessa materia di cui è fatto il vento che gentile accarezza le fronde.
È movimento quieto, cristallino, gentile; è energia pura che si nutre della lentezza e del silenzio dei luoghi incontaminati.
Ed è voce tra le infinite voci del bosco, anche quelle che solo lei ha il dono di cogliere: quelle degli alberi, dell’acqua, dei muschi.
Manuela ha sensi raffinati, ha vista e tatto che danno una qualità realizzativa non comune alle sue opere; ha uno spirito libero, eletto e sensibile, che la porta molto in là nella comprensione intima del mondo straordinario del bosco e delle sue creature, a volte dimenticate o mai conosciute. Le Krivapete, anzitutto.
Figure mitiche che popolano i vecchi racconti degli abitanti delle valli a est di Cividale del Friuli e a cui oggi Manuela da’ una forma fisica, un volto, restituendo loro dignità e anche armonia, connotandole di una umanità e una sapienza che sanno d’antico.
E non importa che avessero i piedi ricurvi e che a volte fossero ostili.
Le Krivapete hanno sempre abitato gli anfratti e le grotte che in se’ possono celare le insidie naturali del bosco; luogo di timori ancestrali e di grandezza sopita, da guardare con deferenza e rispetto, come gli uomini una volta ben sapevano.
Raccogliendo nel bosco cortecce, rami, foglie, muschi e funghi, con pochissimo altro, Manuela rida’ vita a creature nascoste e schive con le sue preziose mani, che sanno cos’è il lavoro fisico.
Si ricompone così un mondo che oggi avremmo continuato a trascurare se non fosse comparsa Lei e un talento che sta pian piano prendendo quota e consapevolezza, mai disgiunte da una profonda umiltà e semplicità di tratto.
Sono onorato di aver finalmente colto l’occasione per conoscere questa artista, giovane sotto diversi aspetti (e non è questione di anagrafe), e la sua opera a cui non si può non voler bene, ammirati e riconoscenti.
Ti aspetto alla tua prossima uscita, Manuela. Tanti, tanti auguri.”
Raffaele Pece
